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Come
è nata l'idea?
Nel
2003 frequentavo la classe 3° elettrotecnica presso l'ITIS G.Marconi di
Cagliari; a fine anno dovevamo essere capaci di realizzare degli
automatismi in logica cablata o in in logica programmata utilizzando il
LOGO! (un piccolo PLC della Siemens). In TDP ci venne chiesto di
progettare la parte elettrica per il controllo della barriera d'ingresso
di un parcheggio. La richiesta si limitava però al controllo del motore
tramite i finecorsa e al conteggio dei veicoli entrati rilevati da una
fotocellula, quindi ho deciso di complicarmi la vita e di fare qualcosa di
più impegnativo.
Cosa
ho pensato di realizzare?
All'inizio
non sapevo bene quanto fare grande il parcheggio nell'insieme perchè, se troppo piccolo, diventava difficile
realizzare la parte meccanica ma, se troppo grande,
non sapevo dove avrei potuto conservarlo, quindi, rinunciando a realizzare
tutte le parti nella stessa scala, decisi di lasciar
perdere la parte del piazzale e di costruire le due barriere su due basi
diverse collegate fra loro da due fili di alimentazione e un cavo
multipolare per lo scambio dei segnali.
Deciso di fare i pezzi in scala 1:10
cominciai a procurare i materiali (di recupero chiaramente). Il progetto dell'impianto elettrico
era già tutto in mente, dovevo solo metterlo nero su bianco.
Descrizione
del processo:
All'ingresso e all'uscita del
parcheggio ci sono due barriere che consentono alle auto di entrare o
uscire, una per volta; la chiusura della barriera avviene appena il
veicolo è completamente transitato.
La barriera d'ingresso si apre
se viene premuto un pulsante, posto prima della sbarra, e se ci sono posti
liberi all'interno del parcheggio.
Due fotocellule, poste ciascuna
dopo le
relative sbarre, rispetto alla direzione dei veicoli che transitano,
rilevano il passaggio dei veicoli. Il PLC si occupa di contare quante
macchine entrano nel parcheggio e quante ne escono e, conoscendo il numero di posti del
parcheggio, segnala la disponibilità o meno di posti con un semaforo
posto prima della barriera d'ingresso. Se il parcheggio è pieno si
accende la luce rossa del semaforo e viene negato l'accesso. Appena un
veicolo esce, visto che si è liberato un posto, il semaforo ritorna verde
e l'ingresso è di nuovo consentito.
Descrizione
della soluzione adottata:
Come unità centrale di
controllo è stato scelto un PLC Siemens S7-200 CPU 214 che come vedremo
risulterà utilizzato in gran parte delle sue potenzialità.
E' stata scartala la soluzione
di un quadro il logica cablata (quadro elettromeccanico) perché molto
più complessa e più costosa, più ingombrante e poco flessibile.
Un'altra soluzione scartata è
quella di utilizzare una scheda elettronica a microprocessore (es. PIC),
in quanto, benché molto più economica di componenti, è molto
dispendiosa nella progettazione del circuito, realizzazione della scheda,
e stesura del software, quindi giustificata solo per una produzione in
serie.
Software
del PLC.
I
segnali in ingresso al PLC sono:
-I pulsanti di Ingresso,
Uscita, ed Emergenza (n° 3)
-Le fotocellule di Ingresso e
Uscita (n° 2)
-I finecorsa dei motori (n° 4)
I
segnali in uscita dal PLC sono:
-Il comando dei teleruttori dei
motori (n° 4)
-Le luci lampeggianti che
segnalano il pericolo per sbarra in movimento (n° 2)
-Il semaforo (n° 2)
Comando
dei motori:
Per l'azionamento delle sbarre
si sono utilizzati motori recuperati dai tergicristalli di una FIAT 126;
sono motori in corrente continua a 12V muniti di un meccanismo di
riduzione a vite senza fine. Su quest'asse ridotto abbiamo fissato la
sbarra. Col motore fermo la sbarra resta bloccata grazie al meccanismo
della vite senza fine. Della rotazione di quest'albero si utilizza solo
1/4 di giro.
Il comando in un senso o
nell'altro del motore, viene risolto mediante due relè che provvedono ad
alimentarlo direttamente o invertendo la polarità.
La particolare configurazione
circuitale impedisce che il
motore si trovi contemporaneamente alimentato per girare in entrambi i sensi
e si crei quindi un corto circuito.
Alimentando la bobina K1 si ha
l'apertura della barriera, alimentando K1 e K2 si ha la chiusura.
Schemi
elettrici.
In aggiunta ogni motore ha un
quadro di comando locale che: consente la manovra della sbarra in caso di
guasto al PLC, protegge il motore mediante un fusibile, consente di
regolare la velocità di movimento della sbarra agendo semplicemente sulla
manopola di un potenziometro. In caso di mal funzionamento del PLC o di disattenzione
nella manovra manuale della sbarra, degli ulteriori finecorsa impediscono che
la sbarra, continuando a ruotate, danneggi i sostegni e se stessa.
Disegni
parti meccaniche.
Iniziano
i lavori:
In questa foto sto provando la
velocità della sbarra in funzione della tensione di alimentazione. Visto
che il mio alimentatore è munito di
amperometro, tengo sotto controllo la corrente, provo a metterlo un pò
sotto sforzo...
Sulla piastra ho attaccato i finecorsa
con del nastro biadesivo (di quello spugnoso).
Provo se la posizione
dei finecorsa va bene, eventualmente li stacco e riattacco.

Lo stesso pezzo di prima visto dall'alto.
Preparo i muretti di cinta del parcheggio ricavandoli da una tavola di
legno.

Il piano su cui
sto lavorando è un ripiano di legno truciolare nobilitato. Gli ho
incollato due listelli sulla faccia inferiore per far spazio alla
canaletta con i cavi.
Come si può vedere, ho già
fissato la sbarra e gli zoccoli per i relè del motore. Il pezzo di legno
buttato sulla destra è il muretto di recinzione del parcheggio, io stò
facendo i fori sulla base per le viti che terranno il muretto attaccato a
terra.

Finalmente inizia la parte elettrica. In questa foto sto cablando i
finecorsa, il pannello di controllo locale, il motore e i relativi relè.

Qualche saldatura. Se guardate bene l'orologio che c'è in fondo segna
l'una di notte! Quando mi metto a fare qualcosa poi è difficile smettere
prima di aver finito! e l'ultimo giorno di scuola stava per arrivare.
Ecco la zona dell'ingresso quasi finita. Ho montato i muretti, la
lampadina gialla, una piccola morsettiera e il PLC.

Nella foto di sopra l'opera sembra quasi finita, ma in realtà guardate quanti
collegamenti ci sono ancora da fare!
Dopo diverse ore di lavoro
(soprattutto
mentale!), il fondo comincia ad assumere un aspetto più ordinato.
Il connettore a
venticinque pin serve per collegare i pannelli fra loro.

Il cablaggio al PLC e alla
morsettiera di alimentazione è concluso.
Il circuitino su piastra mille
fori è il ricevitore della fotocellula (autocostruita).
Vi piace il semaforo? La
foto a destra è la barriera d'uscita. Si notano bene la fotocellula e il pulsante
per l'uscita.

Il parcheggio finito e riposto su uno scaffale.
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