Area di progetto classe 3°B Elettrotecnica e Automazione - ITIS G.Marconi - Cagliari

Ispessitore

 

La sezione di trattamento fanghi viene principalmente utilizzata per massimizzare la percentuale di "secco", riducendo la percentuale d'acqua contenuta nei fanghi. Appena estratti dagli Accelator i fanghi dovrebbero avere una concentrazione in peso prossima al 0.5% e si presentano come un'acqua molto torbida; lo scopo è quello di raggiungere una concentrazione finale (in peso) di secco tra il 20% e il 40%, per assumere la consistenza detta palabile.
Per avere un'idea della disidratazione che i fanghi subiscono basti pensare che per incrementare la concentrazione di secco dal 3% al 30% in peso, è necessario allontanare il 90% dell'acqua presente.

La linea di trattamento fanghi prevede il loro ispessimento seguito dalla disidratazione meccanica con nastropressa.

Per migliorare la capacità di rilascio idrico della sospensione fangosa, questa viene condizionata con un polielettrolita anionico. Il processo d'ispessimento consiste nella decantazione della sospensione fangosa in apposite vasche chiamate ispessitori, in queste strutture il fango si addensa sul fondo, lasciando separare come surnatante la parte liquida che tracima dalla superficie e viene inviata alla vasca di carico principale, invece il fango viene allontanato dall'impianto.

 


L'impianto di Simbirizzi è dotato di due ispessitori aventi un diametro di 10 m, con altezza massima di 3.9 m, per un volume di 350 m³ ognuno.

La portata media dei fanghi è di circa 40 m³/h, con una concentrazione in peso del secco del 0.5%. Il tempo di ritenzione varia e dipende dalle caratteristiche dei fanghi in ingresso e da quelle richieste in uscita, tuttavia si può calcolare il tempo minimo di ritenzione con la seguente formula:


T = V/P = 2x350 mc  /  40mc/h  =  17.5h


Gli ispessitori sono dotati di un cilindro di alimentazione e di un dispositivo rotante a bracci, su cui sono montate le lame raschiafanghi e un serie di picchetti verticali; le lame convogliano i fanghi addensati verso lo scarico, mentre i picchetti agevolano il rilascio dell'acqua. 
Negli ispessitori è rilanciata anche l'acqua ricca di polielettrolita, derivata dalla disidratazione dei fanghi che avviene nella successiva sezione "nastropressa", la presenza del polielettrolita agevola il funzionamento dell'apparato, incrementando la percentuale solida.
In uscita dagli ispessitori, per consentire un'ulteriore rimozione idrica dai fanghi, a questi si addiziona una opportuna dose di polielettrolita anionico e gli si invia nella sezione nastropressa.


 

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