Area di progetto classe 3°B Elettrotecnica e Automazione - ITIS G.Marconi - Cagliari
Nastropressa
Ha la funzione di disidratare il fango in uscita dagli ispessitori, in questo modo si vuole separare dal fango la maggior parte dell'acqua che è ancora in esso contenuta. Successivamente si smaltirà il nastropressato, inviandolo in discarica autorizzata.
La nastropressa è costituita principalmente da due nastri in mezzo ai quali si trova il fango da strizzare, le tele scorrono fra dei rulli che le pressano una contro l'altra e questo costringe la parte acquosa presente nel fango a sgrondare via.

SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DEL MACCHINARIO
Il materiale flocculato viene depositato continuamente sul nastro superiore. Qui viene distribuito in modo omogeneo dal cosiddetto "distributore regolabile", lo spessore dello strato di fango viene regolato, per mezzo di uno sbarramento.
Nella "zona di sgrondo" una grossa parte fluida viene separata grazie alla forza di gravità. Solo successivamente il fango viene ribaltato sul nastro inferiore, anche in questa fase avviene una cospicua eliminazione di fluido. Il fango così ottenuto viene costretto a passare nella "zona di pressione iniziale", ottenuta dalla disposizione a cuneo dei due nastri, questi passano attraverso una serie di rulli di pressione, regolabili nella parte superiore. In questa fase la disidratazione che si ottiene ha luogo per pressione, è il panetto fangoso viene consolidato.
Ad ogni curvatura intorno ad un rullo si sposta gradualmente il nastro esterno rispetto a quello interno a causa dello spessore del materiale fra i nastri. Questo spostamento crea un effetto di taglio nel materiale, già abbastanza consistente, per cui la struttura costante dei fiocchi viene rotta e si creano nuovi canali per lo scarico del fluido. Grazie a questa forza di pressione e taglio combinate viene raggiunta in breve tempo una notevole ed efficace separazione del fluido e di conseguenza un ottima disidratazione del materiale.
Dopo la zona di taglio, i nastri si separano e "rilasciano" il panetto pressato. Ogni nastro si avvolge attorno al rullo di azionamento dove raschietti di polietilene; separano il panetto dal nastro e lo scaricano dalla macchina. Scaricato il materiale, i nastri passano alla zona di lavaggio dove eventuali rimasugli vengono dilavati. Attraverso rulli di rinvio il nastro ritorna al punto di partenza dove riprende un altro ciclo.
La macchina è costruita in modo da poter essere adattata efficacemente ai diversi impieghi, facendo opportune regolazioni.
Fra le parti regolabili del macchinario ricordiamo:
* La velocità dei nastri;
* La tensione dei nastri nella "zona di taglio"
la pressione dei nastri influenza vistosamente l'esercizio, un elevata pressione può originare diversi disservizi come:
- fuoriuscita laterale del fango.
- passaggio del fango attraverso il nastro.
- intasamento del nastro.
- pulizia dei nastri difficoltosa.
* Lo spessore della zona a cuneo.
* Lo spessore del materiale, nella fase di carico iniziale.
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