Strobo da discoteca

Costruire uno strobo non è difficile (anche se per raggiungere lo schema definitivo ci ho messo 3 anni circa, beh, avevo 16 anni).
Nonostante il circuito sia molto semplice, si ha a che fare con componenti che solitamente non si usano, per esempio la lampadina allo xeno, il trasformatore elevatore, il diac, l’ampolla al neon… non per questo bisogna scoraggiarsi e se leggerete tutto quello che ho scritto vi assicuro che costruirete il vostro strobo senza difficoltà.

Lista componenti

D1-2: 1N4007

R1-2: 10 ohm 5W

R3-4: 2,2 Mohm

R5: 4,7 Mohm

P1: 1 Mohm

C1-2-5: 100 nF 400V poliestere

C3-4: 2.2 uF 400V poliestere (regge il sovraccarico a 600V)

LP: Bulbo al neon

SCR: TIC126

T1: trasformatore per lampade xeno

LX: Lampadina allo xeno 5 W

Funzionamento del circuito e schema

La tensione di alimentazione viene prelevata dalla rete attraverso le due resistenze R1 e R2, i condensatori C1 e C2 mandano a massa i disturbi in alta frequenza che si generano quando viene generata la scarica per la lampada. C3 introduce una caduta di tensione per impedire che la scarica all’interno della lampada rimanga innescata. I due diodi operano la rettifica e caricano il condensatore C4 in parallelo alla lampada fino a 600V.
I due diodi e C3-C4 formano un circuito raddrizatore duplicatore di tensione.

La corrente passa attraverso R5 e P1 e in questo modo carica il condensatore C5. Quando la tensione ai capi di C5 è abbastanza alta l’ampolla al neon conduce e chiude l’SCR, il quale collega il condensatore (carico) sul primario del trasformatore, in questo modo viene generata una scarica di 5 kV sull’elettrodo centrale della lampada e si innesca l’arco elettrico all’interno della lampada. La potenza della luce emessa dipende dal valore di C4, lampada più potente, condensatore più grande.
A chiudere il triac può essere, invece dell’ampolla al neon, un diac o un pulsante, o un altro circuito che magari comanda i lampi nella maniera desiderata.

Componenti particolari

La lampada allo xeno:


Esistono diversi modelli di lampade, quello che varia è la forma geometrica e la potenza massima.

La potenza di una lampadina allo xeno (che è il gas contenuto all’interno del vetro) di misura in W.

Nella foto centrale si può osservare un puntino rosso, serve a distinguere l’elettrodo della lampada che va collegato al +300V. Se collegata al contrario la lampada non si acende.
La lampadina allo xeno non si fulmina, si spacca per sovrariscaldamento, quando la potenza media sulla lampada supera i 5W. In questo circuito, ad ogni lampo (che dura pochissimo) la lampada emette circa 100W.

In alcuni modelli il filo metallico che avvolge la lampadina è sostituito da una vernice elettroconduttiva.

Il bulbo al neon:

L’ampolla al neon non è difficile trovarla dal fornitore di fiducia, ma se no dovesse averla potete smontarla da una spia a 220V di uno scaldabagno, di un forno, di un stufetta, o altri apparecchi simili che si trovano spesso buttati.

Solitamente questo componente viene usato come spia luminosa, ma in realtà può fare anche una cosa un pò come quella del diac, cioè si lascia attraversare dalla corrente quando la tensione ai suoi capi supera un certo valore (circa 80V).

Il circuito funziona anche con un diac, l’unico problema è trovare quello giusto e solitamente il negoziante ha solo il DB3, che ho provato e non va bene. Un KW65 dovrebbe andare bene. Con l’ampolla al neon il risultato è assicurato.

Il trasformatore elevatore:

Quando comprate il trasformatore dovete richiedere un trasformatore elevatore per lampadine allo xeno.

Invece di comprarlo si può smontare da un flash di macchina fotografica usa e getta, lo riconosci perché è quello collegato alla placca della lampada.

A volte si presenta come un cilindretto dal quale escono tre fili, il filo da solo è quello dell’alta tensione.

Si può costruire avvolgendo del cavetto telefonico su un pezzo di ferrite: due spire al primario e 50 al secondario.

Il mobiletto e la parabola riflettente:

Come mobiletto si può usare un vecchio alimentatore di pc.

Bisogna allargare il buco della ventola con lo smeriglio incollarci dentro un parabola riflettente. Quest’ultima si può reperire da uno sfascia carrozze, io l’ho smontata dai fendi nebbia di una alfa romeo.


Foto del circuito contenuto nel mobiletto (non si vedono alcuni componenti come l’SCR e il bulbo neon, che sono montati lato saldature per via delle modifice effettuate)

Il circuito stampato

Fu realizzato con la tecnica “del pennarello”. Ovvero disegnando le piste a mano libera su una basetta ramata con un pennarello indelebile “Staedtler M”. Trovi qua una guida su come realizzare circuiti stampati, e qua una guida su come disegnarli al computer utilizzando Circad.

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