Come saldare a elettrodo

Consigli sulla saldatura ad elettrodo.

Per saldare bene ad elettrodo occorre seguire scrupolosamente le seguenti quattro cose:

  • Regolazione della corrente al punto giusto.
  • Posizione dell’elettrodo.
  • Movimento dell’elettrodo.
  • Arco corto.

Problemi comuni e soluzione

  • Inclusioni di scoria nel cordone di saldatura. Problema: arco troppo lungo “soffia” sul bagno di fusione che ingloba la scoria. Soluzione: devi avvicinare la punta dell’elettrodo per tenere un arco più corto. L’arco deve essere lungo circa come il diametro dell’elettrodo (2.5 mm). Considerea che circa 1 mm dell’arco è “dentro la punta dell’elettrodo” perchè la parte metallica si consuma prima del rivestimento ruttilico. Avrai molta meno luce intorno, arco meno rumoroso e più stabile, e sarà più facile vedere il bagno di fusione perchè sarai meno abbagliato dall’arco.
  • Cordone attaccato da un lato solo: Problema: elettrodo orientato male e/o corrente troppo bassa e/o arco troppo lungo. Soluzione: orientare l’elettrodo in modo che sia al centro dell’angolo fra le due parti da unire. Durante la saldatura tenere l’arco corto e esattamente puntato sulla linea fra le due parti da unire.
  • Scoria difficile da rimuovere: Problema: corrente troppo alta causa fusione eccessiva dei lembi, a cui la scoria si aggancia.Soluzione: abbassare di 5 A la corrente.
  • L’elettrodo si incolla in partenza. Soluzione: con una saldatrice elettronica (50-100 €) la partenza dell’arco è molto più semplice che con quelle pesanti a trasformatore. Con la punta dell’elettrodo devi sfiorare la superficie metallica.
  • Cordone troppo “alto”. Aumentare la corrente. Nella saldatura in piano, muovere l’elettrodo leggermente a zig-zag aiuta a ottenere un cordone più appiattito.
  • Spatter (molte goccioline di metallo intorno al cordone.Problema: corrente troppo alta e/o arco troppo lungo
Saldatura a elettrodo. Angolare 30x30x3 mm, elettrodo 2.5 mm, corrente 85A.

Regolazione della corrente

Per spessori da 1.5 a 10 mm conviene usare elettrodi da 2.5 mm di diametro, ruttilici (normali). Sono economici e più comodi di quelli da 2 mm. La corrente giusta per questi elettrodi è 60-80 A. Per spessori >=3 mm meglio cominciare con 80 A. Per un cordone d’angolo interno anche 85 A.

 

Posizione dell’elettrodo

Saldatura in piano

Elettrodo inclinato di 10° nella direzione del moto e perpendicolare al piano nella direzione perpendicolare al moto.

Saldatura d’angolo interno (orizzontale)

Elettrodo inclinato di 10-45° nella direzione del moto. Se uno dei due lati è orizzontale, elettrodo inclinato di 40 gradi dall’orizzontale (per aiutare il cordone ad andare sulla faccia verticale, su quella orizzontale ci va già facilitato dalla forza di gravità).

Saldatrua d’angolo esterno

Regge poco il calore. Se verticale, procedere a scendere con elettrodo inclinato di 45° verso il basso, puntato esattamente al centro fra le facce dei pezzi da unire.

 

Saldatura in verticale

Spessore minore di 2 mm. Regge poco il calore. Saldare a scendere con l’elettrodo inclinato verso il basso di 45°. Il bagno di fusione non deve scendere più giù dell’elettrodo, quindi occorre scendere abbastanza spediti. In alternativa, a punti a salire, dando circa 2 secondi di tempo per rafreddare fra un punto e l’altro.

Spessore >4 mm. Regge bene il calore. A salire. Elettrodo inclinato di circa 15° verso l’alto. Nella prima passata, l’arco va direzionato esattamente al centro fra i lembi da unire. Se la prima passata tente a gocciolare giù, abbassare leggermente (5A) la corrente. Nella seconda passata, a salire, l’elettrodo si sposta da destra a sinistra, alla radice del primo cordone.

 

Pulizia dei pezzi

L’elettrodo ha un elevato potere disossidante (grazie al rivestimento) rispetto ad altre tecniche di saldatura come TIG e MIG (che hanno il gas di protezione ma nessun elemento flussante) quindi riesce a saldare anche su pezzi che non sono perfettamente puliti.

Perchè il “ferro” (meglio dire acciaio) appare nero in superficie e lucente nei tagli?

A seguito del processo di fabbricazione, laminazione a caldo, la suprficie del metallo si ossida e questi ossidi vengono pressati dai rulli contro il metallo incandescente per conferire la forma desiderata (piatto, quadrato, tondo, travi IPE, HEA, rotaie etc). Questi ossidi (scorie di laminazione, “mill scale” in inglese) proteggono il metallo dalla corrosione, ed è meglio rimuoverli prima della saldatura. Misure di ferri più grosse hanno tipicamente uno spessore di ossido più elevato.

Se stai imparando a saldare ti consiglio di pulire bene i pezzi nelle zone di saldatura, con disco abbrasivo o disco cartavetro flap.

 

Come “puntare i pezzi” con l’elettrodo

Prima di saldare il pezzo conviene “puntarlo” in modo da bloccarne la posizione. Per far questo devi avere già imparato a far partire l’arco. Tipicamente c’è un gap di 1-3 mm fra i due pezzi da puntare, per difetti di taglio o forma arrotondata degli spigoli. L’elettrodo deve muoversi avanti indietro un paio di volte fra i due pezzi, a cavallo del “gap”, per circa 3 secondi.

Se tieni l’elettrodo fermo al centro, rischi che i bordi (tipicamente sottili) si fondano troppo, il metallo fuso cada nel gap, e la scoria si metta proprio a dividere il bagno di saldatura in due metà. I pezzi non sono di fatto uniti.

 

Distorsioni termiche

La saldatura “tira” quando si rafredda, deformando il pezzo. È importante l’ordine in cui si saldano i vari bordi al fine di ottenere un pezzo della geometria voluta.

  • La saldatura “tira” dal lato del cordone.
  • Due lembi paralleli tendono ad avvicinarsi dal lato della direzione di saldatura.

Per ora non mi dilungo in dettagli.

 

Umidità degli elettrodi

Per applicazioni non critiche (lavori hobbistici) l’umidità non è un problema. Puoi saldare con un elettro che è inzuppato d’acqua. Sempre meglio comunque tenere gli elettrodi in un posto asciutto.