Con questo schema è possible leggere le tensioni di fase lato MT tramite i TV utilizzati per la tensione omopolare, anche senza doppio secondario, utilizzando un pizzico di software e un normalissimo multimetro trifase. Il multimetro dovrà calcolare le tensioni stellate MT come differenza istantanea delle tensioni rilevate sui suoi tre ingressi A, B, C moltiplicate per il rapporto di trasformazione dei TV.

Le recenti norme (Delibera ARERA 385/2025/r/EEL) hanno imposto ai produttori di energia elettrica con impianti connessi in media tensione di installare il CCI (controllore centrale di impianto) che deve come minimo (PF1) misurare le grandezze elettriche al punto di connessione e inviarle Terna tramite l’infrastruttura di comunicazione predisposta dal gestore di rete (tipicamente e-distribuzione).
Rilevare la corrente lato MT è abbastanza semplice, utilizzato dei TV per bassa tensione installati sui cavi MT fuori dalla cella MT.
Il problema, in termini di costo e spazi, è la lettura delle tre tensioni MT. In un impianto fotovoltaico connesso in MT sono sempre presenti tre TV collegati con i secondari in serie al fine di fornire la tensione omopolare, che è utilizzata dalla protezione di interfaccia per capire se lato MT è presente un guasto a terra.
Se i TV già presenti non hanno doppio secondario la soluzione più ovvia è installare altri tre TV, oppure sostituire quelli esistenti con un modello con doppio secondario.
Ma, in verità, con un pizzico di software e la legge di Kirchhoff, basterebbe un normalissimo multimetro trifase per acquisire le tensioni Va, Vb, Vc, e ricavare poi le tensioni V1, V2, V3 per differenza fra valori istantanei. Vr=Va-Vb, Vs=Vb-Vc, VT=Vc.
Il rapporto di trasformazione di un TV è 15.000V (fase-neutro) a 100 V. La somma V1+V2+V3 (valori istantanei) è pari a zero in assenza di guasti a terra lato MT. Il range di ingresso di un multimetro trifase è tipicamente 0-400 V, quindi inferiore al range della tensione massima da misurare.